E se il vero lusso fosse non dover mai più mettere piede a terra?
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Viviamo inseguendo una meta, ma c'è chi ha scoperto che la vera libertà è non doverne avere una. È il caso di un milionario americano che, dal 1996, ha scelto il mare come casa. Non per moda, né per fuggire da qualcosa: lo ha fatto prima che lo smart working diventasse mainstream e molto prima che i social ci vendessero l'illusione della "fuga perfetta".
Per lui, l'oceano non è una vacanza, ma uno stile di vita. Da oltre vent'anni vive su navi da crociera, senza una casa a terra, senza volerla. Il suo ufficio galleggia. Le sue riunioni hanno l'orizzonte come sfondo. La sua quotidianità è un porto che non tocca mai davvero, perché il suo corpo — letteralmente — non è più fatto per stare fermo.
Oltre 1.150 viaggi... senza mai sbarcare
Dopo aver lasciato un impiego sicuro in una multinazionale di Miami, ha fondato una società di gestione patrimoniale e ha trasformato le crociere nella sua residenza principale. Dal 1996 ha partecipato a oltre 1.150 crociere, e la sua nave di riferimento è la Voyager of the Seas della Royal Caribbean. Vive in una cabina interna, senza lussi appariscenti, ma con una ricchezza fatta di tempo e orizzonti infiniti.
La sua vita costa tra i 70.000 e i 100.000 dollari l'anno. Una cifra che ritiene più che giustificata: niente mutui, bollette, auto, assicurazioni o spese di mantenimento. Il suo lusso? Nessun tetto fisso, ma sempre mare sotto i piedi.
A differenza degli influencer che ostentano suite galleggianti e buffet infiniti, il suo stile è minimalista. Cabine interne, pasti semplici, connessione satellitare per lavorare da remoto con discrezione. Non cerca fama, non ostenta ricchezza. Vuole solo continuare a navigare.
A differenza degli influencer che ostentano suite galleggianti e buffet infiniti, il suo stile è minimalista.
Un equilibrio che la terra non gli permette
Il protagonista di questa storia, anche volendo, non potrebbe più tornare stabilmente a terra. Soffre infatti della "sindrome da sbarco", un raro disturbo neurologico che genera una sensazione di ondeggiamento continuo anche quando si è fermi. Ogni volta che prova a rimettere piede sul suolo, il corpo reagisce con vertigini, nausea, instabilità: come se il cervello non riuscisse a dimenticare il movimento del mare.
Il disturbo colpisce chi ha passato lunghi periodi in mare, e rende impossibile adattarsi nuovamente alla stabilità terrestre. Per lui, tornare a terra significa vivere giorni, se non settimane, di disagio fisico. Così ha deciso di restare dove il suo corpo si sente più stabile: in alto mare.
Paradossalmente, questa condizione ha reso ancora più saldo il suo stile di vita. Lavora da una cabina-ufficio, gestisce capitali, fa call internazionali e contempla tramonti sempre diversi. Niente traffico, niente code, niente caos cittadino. Solo tempo di qualità, 365 giorni l'anno.
Un documentario racconta la sua vita fuori dal comune
La sua storia è al centro del documentario "The Happiest Guy in the World", un titolo che riassume alla perfezione la sua filosofia. Vive solo, ma non si sente solo. Non tocca terra, ma non si sente escluso. Per lui, la vita non deve per forza seguire le regole comuni per essere piena.
Tra i passeggeri più assidui delle navi da crociera è noto come "Super Mario", simbolo di un altro tipo di successo: non fatto di immobili o status, ma di autentica libertà.
Forse il vero lusso non è una villa al mare. Forse il vero lusso è non dover mai più tornare a terra.
